• 09 APR 13
    Allergie

    Allergie

    Presso il Centro IGEA vengono quotidianamente eseguiti esami su sangue per la ricerca di reazioni allergiche.

    Con un semplice prelievo ematico ricerchiamo anticorpi specifici deputati a sensibilizzare il tuo organismo quando entra in contatto con cibi e/o sostanze ambientali inalanti.

    Di ultima generazione, invece, è l’ImmunoCAP ISAC Test. Quest’esame non è convenzionato con il SSN ma si differenzia dagli altri perché utilizza tecniche di biologia molecolare. In particolare il test analizza la reazione dei tuoi anticorpi a contatto con proteine purificate in laboratorio che ritroviamo in vari alimenti/inalanti, questo ci permette di individuare anche le sensibilizzazioni crociate.

    Di seguito viene illustrato e approfondito meglio il significato dei RAST e ISAC tests.

     

    – I RAST TEST

    Come fa il rast test a riscontrare un’allergia?

     

    Rast Test – acronimo di RadioAllergoSorbent test – è il nome di un’indagine diagnostica allergologica di secondo livello. Quest’esame si basa sul presupposto che una persona allergica ad una determinata sostanza presenta nel sangue anticorpi specifici contro quel dato allergene. Pertanto, attraverso il Rast Test si ricercano e si dosano le IgE specifiche nei confronti degli allergeni sospettati. In questo modo l’esame può confermare od escludere che il sistema immunitario dell’individuo abbia prodotto elevate quantità di immunoglobuline di classe E. Tali anticorpi sono presenti nella gran parte dei pazienti con allergia clinicamente manifesta, e la loro assenza può essere utilizzata con una certa affidabilità per escludere la sensibilizzazione nei confronti dell’allergene testato.
    Come anticipato, il Rast Test è un esame di secondo livello; come tale generalmente viene effettuato nei casi in cui:
    • i risultati delle prove allergologiche cutanee (prick test) non riflettono la storia clinica (possibile falso negativo in presenza di sintomatologia allergica suggestiva);
    • presenza di alterazioni della pelle, come dermografismo cutaneo o dermatite estesa, che controindicano l’esecuzione del prick test;
    • assunzione di farmaci antistaminici e cortisonici che renderebbero inaffidabile il risultato del prick test.
    In effetti, il rast test presenta un costo assai più elevato rispetto al prick test e permette di testare soltanto un numero limitato di allergeni.
    Il vantaggio del rast test è quello di poter essere eseguito a prescindere da eventuali trattamenti concomitanti a base di corticosteroidi od antistaminici, e da condizioni cutanee o problemi medici che controindicano l’esecuzione di test cutanei.

     

    Come si esegue il Rast Test?

    • Un piccolo campione di sangue viene prelevato attraverso una siringa munita di ago sottile.
    • Il prelievo viene tipicamente effettuato da una vena dell’avambraccio, come in ogni altro esame del sangue. Il sito in cui verrà effettuata la puntura viene preventivamente disinfettato. Talvolta, per rendere più evidente la vena di prelievo, viene applicato un laccio emostatico a monte.

    • Dopo il prelievo, il rast test permette una diagnosi eziologica in vitro tramite utilizzo di apparecchiatura specifica sul campione prelevato.
    I risultati del Rast test sono affidabili?

    Al pari dei test di provocazione cutanea, il potere predittivo positivo del rast test è generalmente più basso rispetto al potere predittivo negativo. Pertanto, di fronte ad un risultato negativo si è in grado di escludere con elevata probabilità la sensibilizzazione allergica nei confronti dell’allergene testato, mentre più dubbia risulta l’effettiva presenza di un’allergia in caso di risultati positivi.

    L’interpretazione dei risultati deve prendere in considerazione la possibilità di sensibilizzazione senza rilevanza clinica (falsi positivi al Rast test) e di allergie clinicamente rilevanti senza sensibilizzazione (falsi negativi), che possono apprezzarsi in pazienti atopici.

    I pannelli per la ricerca di IgE specifiche sono:

    1) RAST ALIMENTARI: latte vaccino, albume, tuorlo, farina di grano, farina di mais, farina di soia, piselli, arachidi, fagioli, pomodoro, lievito, cipolla, sedano, gambero, granchio, merluzzo, tonno, polpo, formaggio molle, formaggio fermentato, albicocca, noce, ciliegia, anguria, arance, fragola, kiwi, melone, pera, pesca.

    2) RAST ALIMENTARI PEDIATRICI: latte vaccino, albume, tuorlo, merluzzo, riso, farina di grano, farina di soia, carota, mela, alfa-lattalbumina, beta-lattalbumina, nocciole, caseina, glutine, pollo, maiale, manzo, cacao, banana, patata.

    3) RAST INALANTI + INSETTI: dermatophagoides pteron, dermatophagoides farina, acarus siro, polvere di casa, alternaria alternate, aspergillus fumigatus, cladospordium herbarum, epitelio di gatto, forfora di cane, mix graminacee, mix erbe, apis mellifera, vespula species, lattice di gomma, betulla, acero, pioppo, quercia, platano, erba vetriola officinalis.

     

    – L’ISAC TEST

    A che cosa serve l’ISAC® Test

     

    Scoprire anticorpi specifici nel sangue aiuta ad identificare una sensibilizzazione verso le sostanze responsabili dell’allergia. L’ISAC® mette a disposizione un nuovo metodo di test in grado di identificare un gran numero (112) di sostanze (allergeni), che possono scatenare un’allergia, grazie all’innovativa tecnologia del BioChip. Il test è facile, sicuro e si effettua in un’unica volta.

    L’identificazione di componenti allergenici comprende, fra gli altri:

    • Piante: polline di erbe, arbusti ed alberi.
    • Animali: cani, gatti etc.
    • Muffe: aspergillo, altemaria etc.
    • Acari della polvere.
    • Lattice.
    • Alimenti: uova, latte di mucca, carote, sedano, pesche, mele, grano, gamberetti, arachidi, nocciole, frumento etc.

     

    Il prelievo e la diagnosi

    Per effettuare il test è sufficiente sottoporsi a un prelievo di sangue venoso. Mentre altri test utilizzano metodi basati su “estratti allergenici” molto complessi (ad esempio da pelo di animali, polline, acari, cibo o lattice), l’ISAC® Test ricorre ad allergeni altamente purificati o prodotti in laboratorio (ricombinanti). Pertanto, permette l’identificazione dei componenti individuali che scatenano l’allergia, evitando il contatto diretto fra le sostanze esaminate, come accade normalmente con un classico test cutaneo che attualmente può essere effettuato con estratti complessi, solo parzialmente purificati.

    I vantaggi

    • Analisi multi-analita del titolo delle IgE specifiche sui componenti allergenici derivati da 112 fonti allergeniche in un unico dosaggio.
    • Sono sufficienti 20 ml di siero del paziente per testare tutti i 112 componenti allergenici.
    • Scarsa invasività del test.
    • Test non soggetto a stagionalità.
    • Test non influenzato da terapie farmacologiche in corso.
    • Strumento diagnostico per gli allergeni più frequenti sia di tipo inalatori che alimentari.
    • Diagnosi con definizione della struttura molecolare del componente (CRD) utilizzando soltanto allergeni ricombinanti o naturali purificati.
    • Elevata affidabilità grazie alle analisi ripetute intrinseche e ai controlli di qualità.

     

    Come funziona

    I prodotti standard attualmente disponibili per i test allergologici in vivo sono costituiti da estratti di allergeni preparati con materiale biologico grezzo: si tratta, frequentemente, di cocktail naturali di molecole allergeniche e non-allergeniche, molto spesso privi di standardizzazione per quanto riguarda il contenuto di allergeni maggiori e minori che sono invece importanti sia per la diagnosi che per la terapia immunologica. Proprio per questo i pazienti vengono definiti come polisensibili o pluriallergici.

    Numerose fonti biologiche contengono componenti allergenici ad elevato grado di reattività crociata, ad esempio la profilina, che si trova in un’ampia gamma di pollini e di alimenti di origine vegetale. Una sensibilizzazione verso questo tipo di panallergene dà risultati positivi a diversi estratti allergenici. Di conseguenza, quando si effettuano i test cutanei basandosi sugli estratti allergenici, risulta molto spesso impossibile individuare la fonte allergenica specifica in tutti i casi in cui sono coinvolti soltanto componenti allergenici a reattività crociata. La decisione se sottoporre o meno il paziente ad immunoterapia specifica non dovrebbe basarsi soltanto sui preparati di estratti allergenici attualmente disponibili, ma andrebbe verificata con l’esame dei marker allergenici specifici.

    Oggi, la crescente disponibilità di componenti allergenici prodotti con le biotecnologie sotto forma di proteine ricombinanti segna l’inizio di una rivoluzione nella diagnostica per le allergie.

     

    L’ISAC® Test determina il profilo di sensibilizzazione individuale, consentendo di trarre conclusioni sulla diagnosi verso i singoli allergeni oltre che verso le potenziali reazioni crociate e soprattutto le sensibilizzazioni multiple sostenute in molti casi da un panallergene. Un esempio: i pazienti che reagiscono al polline di betulla, molto spesso sono allergici a cibi che contengono sostanze simili come mele, carote e sedano. La sensibilizzazione crociata nascosta fra componenti correlati, ma con diversa provenienza, può essere rilevata in un solo passaggio dall’ ISAC®.

    Dopo aver ricevuto i risultati del test, si consiglia un colloquio con lo specialista allergologo che, basandosi sui dati ottenuti, sarà in grado di dare una descrizione precisa degli allergeni a cui il paziente risulta sensibile e definire non solo il grado di sensibilizzazione, ma anche la mappa del rischio cui il paziente può andare incontro ad esempio dopo l’assunzione di determinati alimenti. L’allergologo potrà quindi determinare il profilo individuale di allergie per la scelta della migliore terapia, come ad esempio, con medicinali o vaccini contro l’allergia (=immunoterapia specifica), oltre a raccomandare misure profilattiche per evitare o ridurre i sintomi dell’allergia stessa.

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